Convenzioni ospedaliere, area emergenza e petizioni

A seguito di comunicati e petizioni pubblicati da alcuni colleghi, sentiamo l’esigenza di dire la nostra su una questione che da tempo interessa tutta la rappresentanza studentesca attiva nella Scuola di Medicina e Chirurgia.

Da tempo ormai è nota l’insufficienza dei contratti di convenzione per svolgimento di tirocini di un numero di studenti oggi troppo numeroso rispetto all’effettiva disponibilità di spazi del Policlinico Paolo Giaccone.

La questione è stata discussa in svariati consigli e commissioni e, tramite i nostri rappresentanti, abbiamo ripetutamente sollecitato i provvedimenti necessari. Pare tuttavia che lo stallo sia dovuto all’assenza di un modello di convenzione, che l’Ufficio Legale d’Ateneo deve porre in essere affinché si possa procedere.

Stipulare nuove convenzioni con strutture ospedaliere potrebbe risolvere i problemi legati all’organizzazione dei tirocini curricolari degli studenti, oggi costretti a turnazioni, gruppi eccessivamente numerosi e scarsa occasione di fare effettiva pratica.

A partire da tali presupposti, e dalla nostra ormai storica posizione riguardo alla necessità di avere un tirocinio di qualità per tutti gli studenti, avremmo potuto, e potremo eventualmente supportare qualsiasi richiesta da presentare alle opportune sedi, facendo fronte comune per una rappresentanza unita affinché le convenzioni vengano effettivamente stipulate.

Ci sembra però necessario portare alcuni chiarimenti, affinché la questione venga presentata correttamente ai colleghi studenti e agli organi competenti.

L’area emergenza/urgenza risulta in effetti fruibile agli studenti, in seno alla frequenza della materia corrispondente, così come accade per tutte le materie e i relativi tirocini, ed essa è infatti prevista durante il sesto anno di corso. Si è sempre svolta negli anni attraverso la frequenza in pronto soccorso, con turnazione predisposta dai docenti della materia “Emergenze medico-chirurgiche”.

Se invece la petizione a cui ci riferiamo intendeva rivolgersi a modalità di frequenza volontaria, o per stesura tesi, i no eventualmente ricevuti da colleghi potrebbero essere legati all’anno di corso di appartenenza, ma per il semplice motivo che ogni docente può richiedere differenti conoscenze pregresse prima di un internato o di un internato per stesura tesi in qualsiasi reparto. Inoltre, i numeri di studenti interessati a modalità di internato o frequenza volontaria, sono già attualmente gestibili attraverso le convenzioni in atto (es. Ospedale Civico).

In conclusione, apprezziamo che da più fronti giungano alle opportune sedi solleciti affinché nuove convenzioni vengano stipulate, ma speriamo che ciò venga per dare agli studenti tutti possibilità di svolgere il tirocinio dell’anno di appartenenza e verbalizzare i cfu pratici obbligatori sulla base di un’effettiva esperienza in reparto, acquisendo così gradualmente le competenze necessarie al raggiungimento dell’autonomia prevista per un laureato in medicina e chirurgia.

I rappresentanti

Studenti Universitari

Aulett@99

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