Biblioteche, storie e campagne elettorali oneste.

Apprendiamo con dispiacere che un’ associazione decide di basare la propria campagna elettorale sul discredito non solo dei progetti e programmi altrui, ma anche del lavoro svolto negli anni.

Questo atteggiamento ci sorprende proprio perchè deriva da un gruppo che spesso ha usufruito del nostro aiuto.

Un esempio per tutti è il lavoro svolto per l’ottenimento degli appelli di aprile, frutto di un incontro con noi, a cui la suddetta associazione giunse con la sola proposta di inserire l’appello, senza idee sul come formulare la richiesta.

Riceviamo adesso attacchi per aver inserito nel nostro programma un punto a favore dell’ampliamento dell’orario di apertura delle biblioteche, obiettivo che alcuni esponenti dell’associazione affermano essere stato già raggiunto e senza il nostro contributo.

Stanchi di porgere l’altra guancia, dobbiamo rispondere facendo notare che:

  • Perseguire con più forze gli stessi obiettivi in contemporanea dà maggiore speranza di ottenerli, perchè non esserne contenti? Questo è un problema da sempre sentito da molti e per questo tra gli obiettivi di molte associazioni, tra cui la nostra, che lo ha perseguito in diverse sedi.
  • L’obiettivo non è stato raggiunto da noi, ma neanche dagli altri. La biblioteca centrale di medicina (presente dentro il policlinico Paolo Giaccone, e non in viale delle scienze) attualmente chiude alle ore 17:00, per cui non capiamo come mai viene riferito ai ragazzi che è già stato riportato un successo e ampliato l’orario della stessa.
  • La biblioteca del Centro Linguistico di Ateneo è, ormai da tempo, aperta fino alle 22:00 e anche il sabato mattina, grazie all’intervento della nostra ex senatrice accademica Alessandra Cianciolo, per cui non capiamo come sia possibile che si cerchi di attestarsi anche questo merito parlando nelle aule
  • La nostra proposta NON prevede l’accorpamento di biblioteche per il reperimento del personale (cosa che a nostro avviso andrebbe a svantaggio degli studenti, costretti a quel punto ad allontanarsi dalle sedi in cui svolgono lezioni e altre attività). Vorremmo inoltre fare notare che la scuola di medicina è ricca di biblioteche dipartimentali che costituiscono importanti spazi per gli studenti, dislocati nei vari dipartimenti di cui la nostra scuola si compone. Noi abbiamo ben chiaro come ottenere ciò che chiediamo: non soltanto attraverso la richiesta di più fondi dal CDA, ma anche e soprattutto una riorganizzazione a COSTO ZERO mediante l’impiego degli studenti che lavorano già part-time per l’università, soluzione che permetterebbe un prolungamento dell’orario senza accorpamenti nè necessità di stipulare nuovi contratti di lavoro.

Invitiamo infine i colleghi candidati a condurre campagne sui contenuti che, quando validi, non necessitano del sostegno della macchina del fango, e a fare sempre corretta informazione, evitando di esprimere opinioni e proposte prive di fondamento o di dover prendere posizione su temi di cui non ci si è mai occupati o informati.

Noi ogni tanto ci fermiamo a riflettere, poi agiamo, e soltanto alla fine parliamo.

Lasciamo sempre le urla ai veri venditori di fumo.

 

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Ore 18:34 9/03/2016  Cerchiamo di andare a studiare in biblioteca centrale di medicina ma la troviamo chiusa. Obiettivi già raggiunti?

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